Ho fatto il Metodo Konmari e ho un po’ di cose da dire

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Del metodo Konmari che si trova nel libro Il Magico Potere del Riordino (disponibile anche qua se preferite il formato ebook. Io lo preferisco di gran lunga!) scritto da Marie Kondo ne ho già parlato nel mio precedente post sul butto dei libri, ma ammetto di averne parlato in modo un po’ beffardo. Alla fin fine quel libro non lo odio, anzi, ci ho trovato più cose positive che negative.

Marie Kondo è lontana anni luce da me. E’ una ex sacerdotessa shintoista giapponese che è stata ossessionata dall’ordine fin da quando era a scuola. Io religiosa non lo sono affatto, sono nata e cresciuta in occidente, di shintoismo non ne so nulla e come ho raccontato qua l’ordine non è mai stato uno dei miei interessi nella vita. E infatti il libro più che un manuale a volte si legge un po’ come una finestra in una vita che è diametralmente opposta alla nostra.

C’è un capitoletto intero su come fare decluttering degli amuleti dei templi. Per farvi capire eh.

metodo konmari
Forse per noi l’equivalente degli amuleti dei templi sono i santini?? Dubbi amletici.

Non pensavo potesse essere un problema ad esistere nel mondo. Insomma, quel libro è pieno di cose che rendono perplessi e lei stessa è ossessionata con l’ordine in modo veramente eccessivo. Racconta che ha passato l’adolescenza a comprare riviste di ordine e pulizia perchè era la cosa che la rendeva felice. (Non riesco ad immedesimarmi. Neanche lontanamente. Ero un’adolescente che sguazzava nel suo chaos artistico. Felicemente e orgogliosamente.)

Senza contare il fare il decluttering dei libri, quell’orrido taboo che già ho toccato in precedenza.

Il metodo konmari e in cosa consiste:

Il metodo konmari è un metodo che ti aiuta a scegliere cosa buttare dentro casa e cosa tenere. E’ semplicemente questo: un aiuto nella scelta. Più una serie di consigli pratici su come mettere via le cose e piegare calzini e magliette.

Invece di procedere ‘per stanza‘ lo si fa ‘per categorie‘. Si comincia dai vestiti, per poi passare alle scarpe e accessori, ai libri, alle carte, alle cose miscellanee e ai ricordi.

metodo konmari - butta tutto sul pavimento

  • Prima fase: pulire i pavimenti. Questo nel libro della signora Kondo non c’è, principalmente perchè lei è giapponese e nelle case giapponesi non si entra con le scarpe e presumo che i pavimenti siano particolarmente puliti. Io mi sono ritrovata a leggere il consiglio “spargete tutti i vostri vestiti sul pavimento” e ho avuto il rigetto. Quindi prima cosa da fare è tirare fuori lo spazzolone e pulire a fondo. Io comunque la biancheria l’ho sparsa sul letto e non sul pavimento. non si sa mai.
  • Seconda fase: raccogli TUTTO quello che appartiene alla categoria di cui stai facendo decluttering sul pavimento. Ad esempio se stai facendo decluttering dei vestiti prendi TUTTI I TUOI VESTITI, compresi i giacconi all’ingresso o le cose nascoste nell’armadio del cambio di stagione.
  • Terza fase: Comincia a fare decluttering, un oggetto per volta, prendendolo in mano.
  • Quarta fase: rimetti tutto a posto in uno stesso posto. Niente armadio di cambio di stagione.

Già la seconda fase è di discreto aiuto, ve lo garantisco, fare le cose per categoria mi ha aiutato a realizzare che avevo doppioni di cose che tenevo in stanze diverse. Ma è la terza fase in cui appare la ‘magia‘ di cui si parla nel titolo.

Nel momento in cui tieni in mano l’oggetto c’è una cosa che ti devi chiedere:

Mi dà gioia? Mi da’ sensazioni intense e positive? Allora tienilo. 

Non ti da’ gioia? Ringrazialo per i servigi offerti e mettilo tra le cose da buttare.

Ringrazia gli oggetti.

metodo konmari - prendi tutto in mano

In realtà tutti parlano del “dar gioia o meno” come metodo definitivo che il libro consiglia ma secondo me è l’atto di ringraziare che fa veramente la differenza. Si certo, il dare gioia è sicuramente una discriminante valida ma quello che mi sono resa conto essere il trucco che mi faceva buttare infinitamente più cose dei precedenti giri di decluttering è stato questo di ringraziare per quello che quel determinato oggetto ha fatto nella mia vita.

Sembra una cretinata di quelle abissali e ti fa sentire ridicola quando cominci ma non sottovalutate il potere di avere quello che in inglese chiamano “closure”.

I regali per esempio.

Mia nonna mi regala sempre un sacco di vestiti. Tanti. E la invito sempre a farmene qualcuno per natale o compleanno perché ha dei gusti che mi rispecchiano parecchio e la stragrande maggioranza dei vestiti che mi regala mi piacciono da morire e li uso tantissimo. Però ogni tanto è capitato quel vestito che non mi piace o non mi sta, o che semplicemente non mi metto. Non ho mai avuto il coraggio di buttarli prima perché mi sentivo in colpa.

Nel momento in cui ho applicato il metodo Konmari sono stata in grado di ringraziare il vestito perché mi ha reso felice nel momento in cui l’ho ricevuto come regalo e ha reso felice mia nonna per avermelo fatto.

E il senso di colpa è sparito. Una volta sparito il senso di colpa per un regalo, un acquisto economico sbagliato, un ricordo che ormai significa poco…. diventa facile buttare.

Il ringraziare per i servigi offerti è la vera magia del metodo Konmari secondo me.

Anche perchè la questione del ‘mi dà gioia?’ non è completamente applicabile a tutto. Le ricevute dei pagamenti delle bollette non mi danno gioia ma tocca che le tengo.

Poi ci sono quelle cose che non danno effettiva gioia sul momento. Tipo il Cif e il Vetril: però mi da’ gioia avere una casa pulita. E dei vetri sempre limpidi.

Io questo metodo Konmari l’ho portato a termine.

Il libro è andato di moda un po’ di tempo fa e quasi chiunque l’ha letto. Pochi però mi sembra che l’abbiano applicato. E se l’hanno fatto magari lo hanno fatto solo per l’armadio. Beh, non è adatto a tutti ed è una scelta personale. E sopratutto è stancante come poche cose al mondo. Quindi capisco a pieno chi non ne ha avuto voglia.

Ci sono voluti un po’ di mesi per me perchè ogni categoria richiede una giornata intera di intenso lavoro fisico, e poi giorni e giorni successivi per capire come sbarazzarti delle cose. Se vuoi buttarle o le vuoi dare via. O se c’è qualcuno interessato a prendersele; se e si possono riciclare. E poi una volta fatti i piani bisogna portarli a termine. Portare la busta in chiesa e le buste nei cassonetti gialli per i vestiti usati che però il comune ha tolto, il dosacaffè a quell’amica e le tazzine a quell’altra.

metodo konmari - butta tuttoooo

Però fare decluttering è una delle cose più soddisfacenti che abbia mai fatto. Avere meno roba dentro casa significa che tenerla pulita e ordinata ti richiede infinitamente meno tempo. Casa è più bella. Hai solo cose che ami e niente più cose che ti creano ansia e sensi di colpa solo con la loro presenza.

Insomma, il metodo Konmari è stato meraviglioso e stancante allo stesso tempo.

Ho avuto qualche problema comunque.

metodo konmari - komono

Le ‘categorie’ che ha proposto la signora Kondo non sono propriamente facili. Finché ci sono stati vestiti-carte-libri-dvd è stato semplice. Nel momento in cui ho dovuto fare ‘miscellanea’ è stato un problema capire cosa dovevo prendere e cosa no, cosa avevo già “declutterato”, dove stavano le cose, e a qualche sottocategoria apparteneva il tutto.

Insomma, non credo di averlo applicato efficacemente in questa ultima fase.

E il mettere a posto secondo un criterio di ‘leggerezza’ mi ha reso estremamente perplessa.  Ci ho provato eh. Però mi dava fastidio a livello estetico. Preferivo colori e cose che si mischiassero tra di loro invece che una sfumatura da destra a sinistra a secondo di quanto pesante fosse una stoffa o un colore.

Il mio armadio ha seguito il metodo konmari nella fase di 'butto' ma non nella fase di messa a posto

Ho preferito fare una cosa che stesse cromaticamente bene con i miei gusti.

Però i consigli del metodo Kondo per il cassetto sono spettacolari.

Prima dovevo saltuariamente risistemare e riordinare i cassetti perché tutto andava a finire a schifio dopo poco tempo. Le cose che stavano sotto agli altri vestiti non venivano mai messe e me le dimenticato.

Il metodo konmari per il mio cassetto è stato splendido

Ora sono mesi e mesi che non riordino, perché metto dentro le cose appena lavate e riesco a vedere tutti i miei vestiti subito e tiro fuori solo quei vestiti che voglio mettere al momento.

Metodo-konmari-libreriaNon solo, nonostante i miei dubbi nel post precedente l’ho anche applicato ai libri.

(E ai dvd e ai cd.)

E non me ne sono pentita. Non li ho buttati nel cassonetto, ho trovato una associazione a cui servivano. A Roma c’è, per fortuna, Book-cycle che si occupa di raccogliere e mandare libri a prigioni/centri di accoglienza/scuole estere/scuole di zone disagiate e per supportare queste iniziative raccoglie i fondi attraverso la vendita a offerta libera dei libri che non sono adatti allo scopo. Quindi sapevo che se davo i libri a loro non sarebbero andati buttati.

Nel frattempo la mia libreria non è più sovraccarica e ho solo libri che mi interessa avere. Ma devo ammettere che se non avessi avuto un posto dove portarli che mi faceva sentire tranquilla non sarei riuscita a liberarmi di così tante cose, non importa quello che dice la Kondo e del suo metodo “Mi dà gioia o meno”.

Metodo Konmari sulle cose di lavoro.

metodo-konmari-colori
I miei pastelli colorati. Lavoro come illustratrice eh.

Ecco qui mi sono trovata decisamente in difficoltà. Lavorando a casa tutto quello che uso per lavoro è qua. E la Kondo non l’ha previsto. Non ha parlato delle cose per il lavoro. Vale la regola del dare gioia? Del ringraziare? Stiamo parlando di lavoro, non dovrebbero valere cose tipo “è utile? Mi da’ un riscontro economico? Mi velocizza il processo lavorativo? Aggiunge valore alla mia arte?

Onestamente pur avendolo fatto non so dare una risposta. Alla fine non credo di aver applicato la regola “mi da’ gioia” ma più delle regole pratiche. Ho buttato la terza scatola di matite colorate (già ne ho due, una terza non serve), ho buttato gran parte delle mie ecoline perché le avrò usate 3 volte in 15 anni, mi sono tenuta solo i colori primari nel caso mi servissero. E una serie di cose troppo vecchie e di qualità troppo infima per tenerle. Ho anche buttato una serie di schizzi vecchi che mi facevano ribrezzo. E colori secchi e la seconda scatola di acquerelli dove tenevo solo i pigmenti che non mi piacevano (e che quindi non usavo).

Però ho ringraziato ogni cosa che ho buttato. E mi ha aiutato.

Alla fine casa mi soddisfa.

Ho una bella casa che è estremamente facile da mettere a posto e da pulire. Perché non ho più duemila cose inutili in mezzo.

 

E visto che ci sono eccovi da scaricare gratis una checklist per il metodo Konmari:

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Scarica gratis

Il libro se vi interessa comprarlo lo trovate qua: Il Magico Potere del Riordino

Consiglio di leggerlo perchè ci sono una marea di chicche e consigli di cui non sono riuscita a parlare in questo già lunghissimo post.

Un anno dopo

Se siete interessate a capire se Marie Kondo mi ha effettivamente cambiato la vita o no potete leggerlo qua.

Summary
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Reviewed Item
Il magico potere del riordino: Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita
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  • Scusate, ma per le cose dei mariti? Io con tutte le cose mie e dei bambini sono andata alla grande, ma tutto ip ciarpame di mio marito come si fa? Una lotta contro i mulini a vento. Disordinato cronico. E io sconfortata

    • AH questa è una delle domande annali. Purtroppo tuo marito o se lo fa da solo, o non è che puoi buttargli cose te di nascosto. /: Non è una cosa proprio carina quella. Magari ti ci metti insieme una giornata? Capisco che è proprio una di quelle situazioni antipatiche…
      Marie Kondo insiste che ognuno se lo deve fare per se (l’hai letto il libro? Da’ qualche consiglio al riguardo. Sicuramente più di quanti non ne posso dare io, che vivo da sola…)

  • Ciao 🙂

    Come te, ho affrontato il metodo Konmari un po’ in ritardo rispetto alla moda e devo dire che la riflessione sulla possibilità di buttare via i regali, perchè il loro compito era solo quello di rendere felice te quando li ricevi e chi li fa quando li fa (parafrasi), è stata rivoluzionante.

    All’inizio ci si sente un po’ scemi a ringraziare, ma è anche estremamente liberatorio

    • L’approccio ai regali è stata una rivelazione assoluta. Mi ha cambiato in generale proprio l’approccio con i regali ricevuti e quelli fatti. Devo dire che ora tendo a fare anche più regali che siano esperienze momentanee…

      Ah figurati! Quando ho letto quella cosa del ringraziare l’ho proprio guardata con sospetto, E’ stato solo quando mi sono costretta ad applicarlo che ho capito quanto fosse pratico come consiglio!