Il mio bullet journal

Come promesso la volta scorsa nel mio post introduttivo vi presento il mio bullet journal. O agenda. O GTD. O planner. Insomma, è parecchio personalizzato il mio metodo e non so come definirlo.

Quella roba là dove pianifico la mia giornata e le cose da fare, per intenderci.

Che tipo di Bullet Journal uso


il mio bullet journal | bullet journal italiano | agenda | produttività il mio bullet journal | bullet journal italiano | agenda | produttività

Questo è il mio pacchettino. Utilizzo il metodo Midori Traveler’s Notebook ma il mio non è un originale del marchio. Non perché non volessi spendere i 40 e passa € per una copertina in pelle lavorata, ma perché lo volevo che contenesse quaderni in formato A6 perché sono più facili da reperire in Italia rispetto a quello strano formato lungo Midori. Quindi l’ho preso su questo negozietto europeo etsy.

Il metodo Midori è splendido. Hai una bellissima copertina in pelle (o in altri materiali) e un elastico dentro che tiene i quadernini fermi.

 

Midori Traveler's notebook - sostituisco i taccuini a piacimento
Una volta che hai finito i quadernini basta toglierli e cambiarli. Così la copertina rimane e non devo ricomprarla ogni volta che finisce un taccuino.

In realtà è facile da fare anche da soli (io l’ho comprato solo perchè AMO la pelle e non sono in grado di lavorarla da me, ma si può fare in vinile o stoffa o altri materiali) basta avere un rettangolo di qualche materiale abbastanza solido da funzionare come copertina, un elastico di quelli tubolari da merceria e qualcosa per fare i buchi nel suddetto materiale. Qui un video dove si insegna a farli. Il video è in inglese ma è talmente facile e intuitivo che non serve neanche capire cosa dice: bastano le immagini.

Perchè uso diversi quadernini

Avevo cominciato usando taccuini unici, tipo moleskine (perchè cioè, AMO le moleskine. Ma non le uso più come bullet journal, solo per blocchetto per schizzare e per diario personale!), ma mi sono resa conto che avevo sezioni che si riempivano molto velocemente e sezioni in cui scrivevo con lentezza. E quando le sezioni in cui scrivo tanto finivano mi toccava ogni volta comprare un nuovo quaderno, e ogni volta dovevo ricopiare liste su liste che non aveva senso ricopiare.

Quando il metodo midori mi si è presentato davanti ho capito che era la mia soluzione: adesso ho tutto diviso in quadernetti. Ho il quaderno che si riempie velocemente e che quindi cambio in continuazione e quello che sta là da dicembre scorso.

E in più mi ha permesso di comprare una copertina un po’ più costosa che so che verrà sfruttata per mesi & anni.

Ok andiamo finalmente al punto:

Come è organizzato il mio bullet journal

L’apparente caos della mia scrittura non fa proprio capire quanto è strutturato in modo rigido il mio BuJo. Vengo dal metodo Get Things Done di David Allen che è un metodo talmente complicato che mi sento sempre in colpa a consigliarlo, perché lo vedo come una cosa talmente inaccessibile che solo i folli come me possono apprezzarlo. Ma l’ho riadattato col tempo e molte cose le ho cambiate e implementate e molte altre le ho buttate. Ma la rigidità di fondo è sempre presente perché ho bisogno di un sistema così.

Il primo quadernino: l’organizzazione della mia vita

Questo contiene le liste “generali”. Quelle che cambio poco spesso, i progetti che vanno avanti per un po’ di tempo, le cose da qui ai prossimi mesi. E’ un quaderno che ci mette un po’ ad essere finito.

Il metodo GDT - checklist giornaliere e settimanali
Ogni mattina e ogni settimana ho una checklist di cose da controllare. Cartelle da svuotare, posti fisici da mettere a posto, taccuini su cui potrei aver scritto appunti da controllare e rivalutare. Liste da aggiornare e analisi da fare.

La parte fondamentale del metodo GTD che ancora non ho abbandonato e che difficilmente abbandonerò sono le analisi  giornaliere/settimanali/mensili. Ho scritto tutte le cose che devo fare in queste occasioni, ma le ho fatte talmente tante volte che non ho bisogno ormai di leggerle più.

Ormai è un’abitudine controllare ogni mattina i foglietti su cui ho scritto il giorno precedente, svuotare la mail e il cassetto della posta, pulire la cartella dei download e decidere cosa fare il giorno stesso. Allo stesso modo il lunedì mattina è normale per me controllare cosa devo fare durante la settimana e dare un’occhiata alle settimane successive per avere una visione d’insieme, mettere da parte qualche soldo nella busta dei risparmi e decidere come andare avanti sui miei progetti mensili.

il metodo GDT - i progetti in corso
Volevo farvi vedere solo le cose più ordinate, ma poi mi son detta “ma che senso ha? Metà dei bullet journal che si vedono in giro sono finti fatti apposta per i blog fighi e per instagram, c’è bisogno di vedere qualcosa che viene effettivamente usato durante la vita di tutti i giorni”

Una delle pagine che tengo sempre aggiornata è la pagina dei progetti. Uso la definizione che da’ David Allen dei progetti: ovvero “qualunque cosa che richiede più di un singolo compito per essere portato a termine“.

Siccome i progetti sono molti ogni tanto cancello la pagina e ricopio nella prima pagina nuova che trovo. Perché troppe cose cancellate tutte insieme mi creano disturbo visivo e finisco per non capirci un tubo. A volte tento anche di essere ordinata e estetica:

il mio bullet journal - pagina progetti

ma non vi preoccupate, non durerà.

Il primo quadernino viene quasi completamente riempito da queste pagine di Progetti. Sono le pagine più importanti, dove capisco di cosa mi sto occupando in quel determinato periodo. C’è da notare che mischio cose personali e lavorative come se non ci fosse un domani.

Fino a pochi mesi fa avevo un’altra di quelle liste fondamentali del metodo GTD nel mio bullet journal, ma mi sono resa conto che non mi serviva, quindi l’ho abbandonata con un po’ di rimorso: la lista ‘un giorno/forse’. Quella lista che contiene tutti i progetti che un giorno forse vorrai fare. Avevo cose in quella lista da 3 anni. Mi prendevano in giro e mi sentivo più male a guardarle di quanto non mi fossero utili. No, probabilmente non lo metterò mai il nuovo ventilatore in soggiorno: quello che ho funziona benissimo e lo metterò in lista quando si romperà.

il mio bullet journal - i piani trimestrali
Ho anche i piani trimestrali per siti e negozi etsy. Comincio sempre tentando di essere ordinata. Poi scado nel panico e negli scarabocchi!

Nello stesso primo quadernino ho anche liste come ‘libri da leggere’, ‘film da vedere’, ‘cose da comprare’ e ‘posti da visitare’. non vi metto le foto perchè onestamente non sono altro se non quello che ho appena detto!

Secondo quadernino: le cose giornaliere

Questo è quello che finisce veramente in fretta. E’ il quadernino con le ‘todo lists’ e con le pagine delle settimane correnti.

il mio bullet journal - le todo lists 1

il mio bullet journal - le todo lists 2

il mio bullet journal - le todo lists 3

Le liste sono contestualizzate. Prima usavo una marea di contesti diversi, ora sono giunta a usarne solo 4: “lavoro”, “me”, “etsy” e “amici & varie”. Sto pensando di mettere “etsy” e “lavoro” sotto la stessa dicitura perchè tanto sempre di soldi e lavoro si tratta.

Noterete che ogni tanto tento di scrivere le cose per bene, ma fallisco sempre miseramente dopo poco tempo!

Una volta che una lista è troppo piena di cose cancellate prendo e la ricopio nella prima pagina libera. Così le liste sono sempre chiare.

La mia BFF: la pagina settimanale

La mia pagina settimanale è estremamente più semplice di tutte quelle che vedete in giro per pinterest. Ho una lista iniziale di cose che devo finire in settimana e poi ogni mattina aggiungo ogni giorno 2 o 3 cose che devo fare. A volte di più, a volte di meno.

il mio bullet journal - la pagina settimanale 1

Tendo a scrivere solo le cose che devo finire per forza. Se una volta finito ciò avanza tempo allora vado a cercare nelle liste contestuali (lavoro/me/etsy/amici) per vedere se posso fare altro. Ma non lo scrivo: è inutile.

il mio bullet journal - la pagina settimanale 2
Tengo il segno per la settimana corrente con un segnalibro magnetico di Italo Calvino. L’ho comprato dallo studio Pilar con i disegni di Andrea Chronopoulos. (amo il mio segnalibro di Calvino, ok? tutto il mondo dei planner-addicted deve sapere quanto amo il mio segnalibro di Calvino.)

Le liste contestuali vengono prese e ricopiate nelle prime pagine vuote. Ogni lunedì giro pagina e comincio una nuova doppia pagina dedicata alla settimana corrente. Questo quaderno si esaurisce in fretta.

Oltretutto fatemi lodare chiunque abbia inventato la griglia a puntini invece delle solite righe o quadretti: grazie, ti devo la mia vita e ti sarò per sempre debitrice.

Terzo quadernino: i progetti grossi

Questo viene dedicato agli schemi dei progetti. Principalmente progetti lunghi, quasi sempre libri a cui sto lavorando o cose che richiedono parecchie illustrazioni e devo fare degli schemi grafici per capire a che punto sono arrivata:

il mio bullet journal - progetti grossi 1

il mio bullet journal - progetti grossi 1

Inutile dire che questo è il più lento a riempirsi. Ma è tutto pieno di questo genere di pagine qua. Con quadratini da riempire.

Quarto quadernino: gli appunti

OH! questo è il quadernino senza strutture. E’ il quaderno dove prendo appunti. Gli americani lo chiamano “idea dump”, David Allen nel metodo GTD lo chiama “inbox”. Io lo chiamo quaderno degli appunti. Tutto quello che non appartiene altrove, che non è schematizzabile in nessuna delle altre sezioni appartiene qua. Appunti di design, numeri di telefono, url di negozi su etsy, idee che mi vengono per il blog, finiscono tutti qua.

il mio bullet journal - gli appunti
E ho anche un bellissimo segnalibro magnetico di Emanuele Luzzati (comprato al Museo Luzzati a Genova) a rendere bene l’idea del chaos che regna in questa sezione.

 

Ogni mattina lo controllo per vedere se quello che ho scritto il giorno precedente contiene qualche idea da essere presa e messa nel ‘sistema’ di cose da fare. A volte la trovo, il più delle volte mi accorgo solo che ho scritto spazzatura senza filtri.

Questo è quanto

Del metodo bullet journal non uso diverse cose. Non uso l’indice iniziale con le pagine, non uso il monthly log con gli appuntamenti (uso il calendario sul cellulare per quello), non uso un future log per gli appuntamenti dei mesi successivi (sempre il calendario digitale). Ma uso duemila liste e uso i Daily Log scrivendo ogni giorno cosa devo fare.

Non solo, spero che possa essere d’esempio a chi voleva avvicinare al metodo bullet journal ma si è spaventato da tutte quelle splendide pagine decoratissime che si trovano in giro per internet. Non c’è bisogno di decorarlo per farlo funzionare per bene.

La libreria di risorse gratuite di QuasiOrganizzata

Informazioni sulla Privacy

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Ciao. Bellissimo post. Anche io non decoro ma sto ancora trovando la mia “strada”.
    Volevo chiederti che quaderni compri per gli inserti. Grazie

    • AAH scusa il commento era affondato in mezzo allo spam e l’ho visto solo ora con un mese di distanza! sorry!
      Allora, gli inserti in realtà sono misti. c’è quello a righe che è di muji.it (UGH hanno della roba meravigliosaaaa), poi quello a quadretti che è un semplice quadernino moleskine di quelli che trovi ovunque. quello finale verdognolo era incluso nella copertina midori che ho comprato dalla ragazza su etsy. Infine quello a puntini me lo sono fatta io (che sembra una cosa complicatissima ma tipo ci si mette 10 minuti a farne uno. tutorial qua) con un blocco di carta fabriano ecoqua che ho trovato in cartoleria e dei cartoncini bristol….