I proponimenti per l’anno nuovo

Beh è il periodo dell’anno in cui si fanno i proponimenti. Quando decidi che ‘quest’anno vado in palestra tutte le settimane’ e ‘quest’anno mi imparo una nuova lingua’. E anche la parte dell’anno in cui decidi di guardare ai 12 mesi appena passati e dimenticartene perché meno male che sono passati. Eh.

In generale non sono una grande fan dei proponimenti. Ogni tanto ci provo e ne ho tentati di vari in varie forme. Sia quelli vaghi “uscire di più” che quelli specifici “segui tot e tale corso” che quelli che alla fin fine sono abitudini da formare “fai gesture drawing ogni giorno”.

Ma tanto vanno tutti un po’ a quel paese

Ovviamente quelli vaghi rimangono sempre così: vaghi. Scritti sulla pagina dei proponimenti del planner a giudicarmi. (sshhh. i proponimenti sono esseri senzienti e hanno la capacità di mal giudicare il prossimo, ve lo garantisco io!). Quelli più specifici però non si possono chiamare “proponimenti”, sono goal e li tratto come tali. Progetti che voglio portare a termine entro una determinata data. quelli ci riesco tranquillamente, ma sul serio si possono definire proponimenti annuali?

proponimenti per l'anno nuovo | goals | produttività

Con le abitudini da formare ho un po’ più di fortuna. Mi dedico anima e corpo specificatamente a una singola abitudine per uno o due o tre mesi e poi una volta che è ingranata passo alla prossima. Ne descrivo il metodo (basato su roba scientifica quindi non del tutto da buttar via) che ho per creare nuove abitudini qui in questo post.

Ma comunque il problema mio principale uno è: che non riesco a pianificare con tanto anticipo 12 mesi di vita. E’ troppo per me. Cambio idea spessissimo su cosa voglio portare avanti, e poi i piani cambiano in corso d’opera perchè magari trovo qualcosa di più interessante da fare o scopro che qualcosa che mi ero riproposta di fare invece proprio non la voglio fare.

Insomma, i miei piani per l’anno intero di solito vengono cambiati o cancellati entro pochi mesi.

E’ per questo che non mi faccio proponimenti. Mi scrivo un po’ di goal o progetti da finire nei prossimi 3 mesi. Questo è l’assoluto massimo che riesco a fare io. E son progetti grandi di solito, e si, li decido tenendo a mente cos’è che voglio mandare avanti nel prossimo periodo ma decisamente non si possono chiamare risoluzioni.

Tipologie di proponimenti annuali che ho trovato in giro e che potrebbero essere interessanti da provare

Come avete capito non sono una grande fan delle risoluzioni, ma hey, magari qualcuno di voi lo è, e tra le varie ricerche ho scoperto una lunga serie di idee carine e interessanti.

Il proponimento estremista.

Joshua Fields Millburn dei The Minimalists qualche anno fa ha tentato di passare un anno senza comprare nessun oggetto fisico. (ovviamente cose consumabili tipo cibo/roba per l’igiene o anche esperienze tipo cinema e concerti non rientrano nel divieto). C’è più o meno riuscito. Fino al momento in cui gli si è rotto il computer.
Paul Miller invece ha vissuto un anno senza internet.
E’ decisamente una cosa non adatta a tutti. Anzi, adatta a pochi. Anzi pochissimi.

Scegliere un tema

Ah, questa è carina. Gretchen Rubin e la sorella Elizabeth Craft scelgono ogni anno una parola “tema” su cui imposteranno il loro anno. Ad esempio “romanzo” o “tempo libero” o “fare”.

Il progetto felicità

Sempre la Gretchen Rubin di cui sopra ha pubblicato due libri sul tema proponimenti per il nuovo anno. “the Happiness project” e “Happier at home“. Due libri diversi che raccontano due anni diversi, ma l’esperimento di base è lo stesso: ha deciso di dedicare 12 mesi a migliorare alcune aree della sua vita. che fossero famiglia, lavoro, amici, casa, matrimonio, denaro, volontariato etc etc… e ogni mese veniva dedicato a una singola area, creando nuove abitudini e facendo nuovi esperimenti. Alcuni sono stati di successo, altri dei fallimenti. Il punto è che si è dedicata ogni mese a una cosa diversa.

Qualcosa ogni giorno

C’è chi si fa i proponimenti con questa struttura qua: “ogni giorno voglio imparare qualcosa di nuovo” o “ogni giorno voglio fare qualcosa che mi stimoli”. Che può essere interessante.

Regole, non risoluzioni

Leo Babauta propone di evitare i proponimenti ma di creare nuove regole di comportamento da seguire.

Industria new age

C’è chi invece ruba le idee al marketing e decide di creare un ‘mission statement’ personale. Cioè una frase che indica quello che sei e che vuoi dalla vita e il tuo scopo ultimo da raggiungere. Potete leggerne un po’ sul blog di Kara Benz.

Insomma…

Qualunque cosa decidiate e qualunque siano i vostri proponimenti: auguri per il 2017!

La libreria di risorse gratuite di QuasiOrganizzata

Informazioni sulla Privacy

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *