Marie Kondo: un anno dopo

L’anno scorso ho portato a termine il metodo konmari. Quel metodo di decluttering che ti dice di buttare tutto quello che non ti da’ gioia, ringraziare gli oggetti e dire addio.

Si dai, lo conoscete, quel metodo scritto da quella giapponese ridicolizzata da tutti che non si sa bene se abbia qualche disturbo compulsivo con il pulire e mettere a posto o cos’altro. (O per lo meno quella è l’impressione che da’ quando parla nel suo libro (disponibile anche in ebook qua se il formato vi è più comodo) della sua infanzia e adolescenza alla ricerca dell’ordine perfetto)

Beh. A distanza di 13 e più mesi da quello che ho raccontato qua in questo post (post che avevo scritto qualche mese dopo aver portato a termine l’enorme impresa…) posso effettivamente tirare le somme su quello che mi ha sempre lasciato un po’ perplessa delle ‘uscite’ di Marie Kondo nel suo libro:

E’ vero che Marie Kondo ti cambia la vita?

Uhm, si e no. Non come dice lei ma sicuramente c’è un cambiamento sostanziale.

Lei sostiene che una volta applicato il metodo la tua mentalità si trasforma in modo magico e irreversibile e non porterai mai più dentro casa niente di inutile e che non ti dà gioia.

Meh.

Ok, la verità: la mentalità un po’ m’è cambiata. Guardo cio’ che compro con occhi totalmente diversi e butto quello che non mi serve senza remore alcune.

Ma non è nulla di così radicale come la fa sembrare lei. Se ho l’esigenza di comprare qualche cazzata che in 20 minuti so già che non vorrò avere dentro casa lo faccio senza problemi.

E sono una persona che è naturalmente restia a comprare cose inutili (immagino come sarà per qualcuno spendaccione senza ritegno).

Marie Kondo non ti distrugge in un giorno solo un’abitudine di tutta una vita consumistica di comprare cose inutili per avere quel rush di soddisfazione effimero. Sarebbe bello ma le abitudini non funzionano così (yo, ne ho parlato in un post sull’argomento Creare nuove abitudini )

Insomma, aiuta, ma non è un magico elisir come dice il titolo del libro.

I risultati positivi

La cucina è ancora troppo piena per i miei gusti ma si sta avvicinando all’essenziale che ho in mente.

Ma di risultati superpositivi ce ne sono stati tantissimi. E almeno in quello ti cambia la vita:

  • Devo dire che casa è bellissima. Amo sempre di più starci dentro, e visto che lavoro dentro casa è importantissimo non odiare le 4 mura che ti circondano (o diventi matta). Ho ridotto al minimo le decorazioni mettendo solo e soltanto quello che amo. Principalmente disegni e quadri miei o di amici.
  • E’ molto più semplice da tenere in ordine. Tutto ha un posto ed è tutto semplice da raggiungere perché non ci sono libri in terza fila o scatole dietro scatole dietro scatole.
  • Pulisco tutto in poco tempo. Non che casa mia fosse mai stata difficile da pulire (son 40 metri quadri, figuratevi: un buco.) ma ora è ancora più veloce.
  • Non devo fare il cambio di stagione (YEAH) perché tutto entra nell’armadio (per la prima volta in vita mia. Un’emozione senza paragoni.)
  • Questi punti di cui sopra hanno portato a più tempo libero e meno stress.
  • Vivo più intenzionalmente. Come ho detto, non è cambiata la mentalità da un giorno all’altro, ma un po’ è cambiata. Le domande sul cosa portare dentro casa me le faccio. Le domande sul cosa vale la pena comprare, o cosa vale la pena avere. Cosa voglio veramente e ciò in realtà è solo un capriccio del momento. Me le faccio e il miglioramento lo vedo. Lo vedo io e lo vede il mio conto in banca. Ma diciamocelo: potrei anche smettere di comprare stoffe da cucire. Ecco. Ho appena comprato una mussola a fiori che è la fine del mondo. E 4 metri di lino da camicia finissimo.
Avrò anche decimato i miei cd ma le action figure di Loki e il Cylon che si fa il bagno rimangono dove sono. Mi danno gioia ogni volta che ci passo davanti!

Ma ho buttato qualcosa che non avrei dovuto?

Una delle domande che mi sento fare più volte una volta che ammetto di aver portato a termine il metodo konmari è:

Hai buttato per sbaglio qualcosa di cui ti sei pentita?

Marie Kondo ne parla un po’. Parla del fatto che i suoi ‘clienti’ una volta buttato tutto e ‘cambiata magicamente la loro mentalità’ non sentono mai più la mancanza di nulla.

E se sentono la mancanza di qualcosa sanno perfettamente che è semplice andarla a ricomprare.
Questo ultimo dettaglio a suo tempo mi fece storcere il naso.

Perché magari Marie Kondo e i suoi clienti che si possono permettere di spendere soldi su soldi per i servigi di una tizia che ti aiuta a buttare roba si possono permettere di ri-spendere soldi per ricomprare qualcosa che hanno buttato per sbaglio. Io da artista squattrinata sicuramente non me lo posso permettere

E qui fatemi fare un detour verso altri ‘guru’ del declutter. O meglio, del minimalismo. The Minimalists hanno una soluzione decente a questo dilemma. Suggeriscono una regola del 20/20 in questi casi:

Se hai dubbi se buttare una cosa o meno chiediti se è possibile reperirla in meno di 20 minuti a meno di 20€.

(L’originale era in $ quindi concettualmente la regola sarebbe del 20/17,15 col cambio di oggi dollaro/euro ma *traduciamo* in modo più immediato. vah.)

Una regola abbastanza scaltra per questi casi che ho adottato nella mia vita di tutti i giorni. Loro dicono che in 5 anni l’avranno usata 3 volte. Io in 6 mesi l’ho usata una volta per una cosa da 2 euro ricomprata dal negozio di casalinghi sotto casa.
Ok torniamo a Marie Kondo e alla sua pretesa che non mi mancherà nulla.

Ehm… è vero.

Nel senso che negli ultimi 13 mesi non mi è mai capitato di dire “ah cazzo ‘sta cosa era importante e non dovevo buttarla”.

Anzi, una volta si. Ero a casa mia un mesetto fa con una mia amica e non ricordo cosa mi chiese.

Risposi che no, non l’avevo e l’avevo buttato l’anno prima durante la mia fase di decluttering. La persona in questione (che per altro legge il blog 😛 ciaooo!) è una massimalista (eheh) e subito siamo scese in battute sul fatto che sono ossessionata dal buttare qualunque cosa e lei ossessionata dal tenersi qualunque cavolata.

Detto cio’ quell’oggetto che la mia amica mi aveva chiesto non riesco neanche a ricordarmi cosa fosse. Scrivo questo post e ci ho pensato una mezz’oretta prima di rendermi conto che se non me lo ricordo c’è un motivo. Ricordo la situazione e ricordo che ci siamo messe a ridere. Ricordo anche che a me fino a quel momento, in più di un anno dall’averlo buttato non era mai servito. Il che significa solo una cosa: che ho fatto bene a buttarlo perché probabilmente serviva più alla mia amica che a me.

Da una parte credo che il metodo ‘butta quello che non dà gioia’ aiuti parecchio in questo senso. Perché se una cosa non mi da’ gioia neanche mi rimane in mente. Neanche la ricerco e neanche mi manca.

Ho buttato la sveglia. Non mi dava gioia. (uso il cellulare però. Sennò dormo fino alle 4 di pomeriggio)

Al massimo mi mancherà qualcosa di utile nel momento in cui mi serve, ma anche lì… si possono sempre trovare soluzioni se manca qualcosa. (Mcguyver insegna!)

E’ vero che non ti servirà mai più fare declutter?

No. Quella è una bugia. Ma totale e bella grossa.

6 mesi dopo aver seguito il metodo di Marie Kondo ho fatto un altro giro di “butto tutto”. Non ho buttato tutto quello che avevo buttato la prima volta ma 2 o 3 bustoni li ho tirati fuori. Questo senza contare le cose che ogni giorno butto senza remore. Una maglietta qua, una ciotola là.

Non solo perché non è che ti liberi di veramente tutto la prima volta. Anche perché ci si prende gusto. E visto che ho avuto effetti così positivi dal primo giro di decluttering è ovvio che cerco di riottenerli e migliorarli.

Per esempio sto considerando se buttare questo mobile. Non mi dà gioia per nulla e le due ceste sono praticamente vuote. Però le cose che ci sono sopra sì e non saprei dove altro metterle. Devo considerare la questione.

E comunque quello che non ti dice è quanto è complicato liberarsi del tutto.

Tra i casini a seguito di Mafia Capitale c’è anche il fatto che i bidoni gialli per la donazione dei vestiti sono scomparsi dal territorio romano. Il che significa trovare qualche parrocchia che se li prende. E da non religiosa è sempre un po’ un problema per me. Poi i dvd, libri, oggetti, non si sa mai dove e come andare a parare. I regali di natale, per il compleanno.

Quello che accade ‘dopo’ il decluttering rimane la cosa più stancante di tutte.

In conclusione

Marie Kondo sarà ridicolizzata da cani e porci, ma a me ha aiutato: e parecchio. E tornassi indietro seguirei tutto di nuovo per filo e per segno. Per chi fosse curiosa di leggere il libro lo trovate qua.

Se non l’avete già scaricato ho la checklist con il metodo semplificato da poter stampare e tenere!

È carina ve lo prometto! 😀

Qualcuna di voi ci ha provato? Com’è stata la vostra esperienza?

La libreria di risorse gratuite di QuasiOrganizzata

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  • il metodo di marie kondo è una cialtronata. Semplicemente si limita dirti che se vuoi davvero una cosa falla, e non rimandare. Altrimenti vuol dire che non la volevi davvero. Chiunque abbia una casa grande sa perfettamente come gestire lo spazio, così come chiunque abbia una casa piccola. Sono una che ama leggere, ma sto libro sono stati i peggiori soldi spesi in tutta la vita. Un libro da comprare solo per metterlo nel camino, senza nemmeno aprirlo è quello che consiglio. Non credo di aver mai letto tante scemenze in vita mia. Senza contare che in giappone c’è tutta un altro stile di vita e cultura, da potersi permettere tale cosa. In europa è impossibile. Chi ha glia rmadi grandi non fa il cambio di stagione per esempio. Tutti quegli attrezzi da cucina inutili, come quelli per i modeling tools, o fare quesi dolci assurdi per dirne una.

    • Legittimissimo! Io invece l’ho trovata utile per il mio stile di vita!
      Sono contenta che tu sia così capace e organizzata da non aver bisogno di aiuto esterno per gestire lo spazio. Io invece ne ho avuto, e apparentemente anche altre persone perché anche altri hanno trovato quel libro utile. Vai fiera di questa tua capacità perché a me sembra un superpotere!!!

  • Ciao sto per intraprendere il metodo konmari….sono molto motivata e i tuoi commenti mi sono stati utilissimi! Peró…sono attanagliata da alcuni dubbi sul guardaroba: il mio target è NON fare più il cambio stagione…..Posso chiederti come gestisci gli indumenti di lana? Insomma, io un’estate ho dimenticato fuori dalle buste canforizzate sigillate un maglione e l’ho ritrovato un colabrodo!!!!! Paura!!!!!

    • D: oddio! povero maglione!!
      Guarda, io ormai avendo buttato tutto tengo tutto dentro l’armadio che uso di solito. Che oltretutto non è proprio un armadio chiuso ma semplicemente una rientranza nel muro che ha delle tende davanti, quindi non è proprio l’ambiente ideale per le tarme. Credo che se riesci a far spazio abbastanza da mettere tutto nel tuo guardaroba normale le tarme non dovrebbero essere un problema perché l’utilizzo giornaliero dell’armadio le dovrebbe disturbare.
      Nell’armadio del cambio di stagione ormai ci metto solo le coperte, ma quelle sono sottovuoto (sai quelle buste che vendono all’ikea che ti fanno l’effetto sottovuoto anche solo con l’aspirapolvere? comodissime!).
      Comunque vivere senza cambio di stagione è una cosa bellissima. Credo che fu quello che mi convinse la prima volta per provare il metodo konmari.

  • Qualcosina l’ho messa in pratica dopo aver letto il tuo post dell’anno scorso… piano piano perché purtroppo ho una casa grande e in vent’anni e passa, ti lascio immaginare quanto possa aver accumulato (e ad accumulare siamo in due!!!). Ammetto che mi ha dato soddisfazione e quindi proseguirò in questa avventura 😀
    P.S. Bellissima la nuova grafica del sito!

    • Ah Pamela posso capire! Io per fortuna mi ero anche trasferita da poco quindi avevo anche già fatto un giro di decluttering alla vecchia maniera. E con tutto che era sicuramente più facile per me ci ho messo un mesetto tra le varie categorie! E’ veramente stancante ma come dici dà proprio una marea di soddisfazioni!!

      😀 grazie mille! Tanto lavoro ma alla fin fine i risultati si vedono per fortuna!