Il metodo GTD, un’introduzione

Il metodo GTD (Get Things Done) è stato per anni il metodo definitivo di produttività, prima che arrivasse il bullet journal con la sua totale libertà di approccio. In un certo senso è l’esatto opposto nella sua rigidità e inflessibilità.
Io lo amo, lo uso da qualche anno e non credo ce me ne distaccherò presto.

Cos’è il metodo GTD

E’ un metodo di produttività creato da David Allen almeno una 15ina di anni fa, in Italia è arrivato con il suo libro “Detto, Fatto!” che potete trovare su amazon o su Kobo in formato epub. A differenza del metodo bullet journal che è stato adottato da una comunità principalmente femminile di crafters, ladytrepreneur, studentesse, artiste e insegnanti il metodo GTD è sempre stato pubblicizzato come una roba per manager di alto livello e adottato da gente che rientra in quel pubblico.

Non che sia utile solo per il finanziere di wall street eh. E’ solo che se cerchi in giro su internet quali sono i fruitori di quel metodo sembrano sempre e solo quella cerchia là.

Io da artista squattrinata ovviamente non ho mai trovato uno spazio in quella comunità online, ma l’ho subito trovato all’interno della comunità di bullet journalists pur non decorando assolutamente niente del mio bullet journal.

In generale comunque il metodo GTD è un metodo complicatissimo. Secondo me adatto a pochi ma quelle persone che riescono a portarlo avanti ne traggono infiniti vantaggi. Per me ha cambiato la vita in modo assolutamente radicale (Più di Marie Kondo) e mi ha tirato fuori da un brutto periodo di inattività che mi stava portando molto probabilmente alla depressione.

Detto Fatto! di David Allen lo trovate qua. Mentre il segnalibro è un’illustrazione bellissima tratta da Izuna di Carita Lupattelli (una cara amica che è bravissimaaaa)

Il concetto fondamentale su cui si basa il metodo GTD

Il cervello è una macchina fondamentalmente stupida.

O meglio, non è stupida: ma è decisamente poco efficiente per tenere a mente le cose. Diventa piena di clutter, vengono in mente duemila cose ed è difficile tenere conto di tutto e si finisce per affrontare solo le cose che hai in mente in quel momento. E praticamente ci abbandoniamo alla corrente del nostro cervello (quella che i buddisti chiamano la mente scimmia ). Ed è quindi inaffidabile.

Per sopperire a cio’ bisognerebbe avere un sistema di cui ci fidiamo ciecamente e che ci permette di dimenticare e di non pensare alle cose da fare semplicemente perché abbiamo fiducia in esso. Perché sappiamo che le cose da questo sistema non scappano. E le affronteremo nel momento opportuno e per tempo.

È per questo che è rigido, ed è per questo che è difficile da implementare. Ma è proprio questa rigidità che lo rende un metodo abbastanza inespugnabile.

Le 5 fasi del metodo GTD

Il metodo GTD si divide in una serie di fasi. Ha anche un semplicissimo schemino che persino a me che uso sto metodo da anni fa venire il mal di testa:

Il metodo è studiato per filo e per segno per evitare che le cose sfuggano di mente. Si basa sul fatto che la tua mente è la cosa più inaffidabile di sempre e che non dovrebbe essere usata per ricordarsi nessuna delle cose da fare. Niente. Nisba. Dovete scrivere tutto.

Perché più tentate di ricordarvi le cose, più usate cose sparse per casa come promemoria (UGH devo cambiare quella lampadina. UGH quella busta nell’ingresso deve essere portata a zia Stefania) più lo stress si accumula in testa e più si diventa inefficienti.

Non solo, raccogliendo tutto quello che devi fare in un sistema di cui ti fidi e che sai che non fallirà puoi smettere di approcciare la vita in ‘response mode’. Ovvero come se tutto fosse una emergenza, ma imparare a pianificare e a fare le cose con calma.

Fase 1: Raccogliere

La primissima fase del metodo GTD è raccogliere quello che David Allen chiama ’punti aperti’ o anche “roba” in modo estremamente non definito. Ovvero le cose da fare, ancora non gestite e messe in un sistema. Un miscuglio di tutti gli input nella tua vita, su cui probabilmente dovrai agire o no.

Il metodo richiede che tu abbia dei posti per raccogliere questi punti aperti durante la giornata. Che sia la todo list sul cellulare, postit in giro per casa (yo, il mio metodo preferito), una sezione della tua agenda fatta apposta, Siri che ti registra i promemoria automaticamente… Li chiama ‘contenitori’.

Un consiglio: non tenetene tanti. Altrimenti non vi ci raccapezzate più. Meno sono meglio è.

E’ importante e fondamentale scrivere tutto. Praticamente tutto il metodo si sostiene sull’abitudine che ti crei di scriverti le cose e rileggerle dopo. Se non ti appunti qualcosa significa che stai affidando quella informazione al tuo cervello, e allora siamo fritti e da capo a dodici!

Potete andare qua per trucchi e spiegazioni esaustive su come creare nuove abitudini.

Fase 2: Esaminare

Ecco, ora arriva la parte dello schemino di cui sopra che sembra un groviglio ma alla fin fine è solo un ragionamento veloce che devi fare per ogni singolo Punto Aperto.
Cosa dobbiamo fare co tutta sta roba?

Eh. Qui viene il bello.

Chi di voi ha fatto il metodo Konmari è già abituato a questo processo: prendi la prima cosa della lista ed esaminala e prendi una decisione definitiva. Senza mai, mai mai, rimetterla nel contenitore dove l’hai presa.
Altrimenti ci si perde tra le righe e non si sa bene cosa bisogna fare.

Prima domanda da farsi: “richiede un’azione, adesso?”

Se non richiede nessuna azione a breve puoi fare una di queste tre cose:

  • buttarla
  • usarla come riferimento da recuperare quando ti servirà in futuro,
  • metterla in una lista di cose da fare chiamata “più in là/forse”.

Il punto primo spero di non doverlo spiegare.

Del secondo punto invece voglio parlarne un attimo. David Allen ha scritto il suo libro prima di un grosso avvento di tecnologia nella vita di tutti i giorni (risale ai primi del 2000, quando i Blackberry erano ancora a usufrutto di pochi) e proponeva un complicatissimo e inutilissimo sistema di 43 cartelle che non vi sto a dire. Inutile parlare del fatto che con strumenti tipo evernote (con questo link per altro dovreste avere anche un mese di abbonamento premium gratuito. Io lo uso free, ma insomma, le cose regalate non guastano mai!) che ti permette di caricare foto, pdf, frammenti di testo da email o dal web quel complicatissimo sistema viene un po’ meno.
Evernote è veramente eccezionale se lo si tiene ordinato, diviso in progetti e con tutte le tag che si necessitano.

Infine la lista più in là/forse è quella pagina di tutte quelle cose che vorresti fare, un giorno, ma non ora. Cose tipo ‘imparare il francese’ o ‘seguire un corso di cucito creativo’. Il concetto dietro questa lista è sempre quello: è meglio avere le cose scritte da qualche parte piuttosto che a mente.
Io devo dire che dopo un annetto questa lista l’ho bellamente cancellata. Stava solo là a prendermi in giro perché non ci toglievo mai nulla, ci aggiungevo e basta. E alla fine mi metteva più che altro depressione. Ora se voglio fare qualcosa in futuro la metto tra i progetti attuali e basta. Ho lasciato però altri tipi di liste ispirate a questa. Come la lista ‘Libri da leggere’ e ‘Posti da vedere’.

Se la risposta alla prima domanda è Si allora la seconda domanda da porti è: “qual’è la prossima azione fisica da compiere?”

E qui non è troppo scontata la questione. Perché noi scriviamo cose sulle liste tipo “aggiustare il rubinetto della doccia” ma non è così semplice perché la prossima azione fisica non è ‘alzarsi dalla sedia e andare in bagno e magicamente aggiustare il rubinetto’.
La prossima azione fisica potrebbe essere “chiamare l’idraulico” se non siamo in grado di farlo noi. (O andare a comprare il rubinetto nuovo per poi cambiarlo noi.) Ma poi se non abbiamo il numero dell’idraulico? La prossima azione fisica allora è chiedere al vicino di casa se ha un idraulico di fiducia. Oppure cercare un idraulico su google.

Quindi il metodo GTD qui introduce i progetti. Che vanno a significare non solo i progetti lavorativi grossi ma semplicemente tutte quelle cose da fare che hanno bisogno di più di un passo per essere completati.

Tornando all’esempio di prima:

Progetto: Aggiustare il rubinetto della doccia
Passi:

  1. Chiedere al vicino di casa se ha un idraulico di fiducia
  2. Chiamare e prendere appuntamento con l’idraulico
  3. Metti da parte i soldi per l’idraulico dal budget di casa
  4. Spostare l’appuntamento con mia sorella perché coincide con l’idraulico

… Etcetera etcetera
Così si crea una sorta di piano d’azione per portare a termine quella cosa.

Il metodo GTD qui introduce anche un altro concetto, quello di Aree di responsabilità. Che sono le aree della nostra vita in cui dobbiamo agire in qualche modo.

E i progetti appartengono a un’area di responsabilità. Ad esempio l’aggiustare rubinetto della doccia appartiene a “manutenzione casa” (che potrebbe essere nostra area di responsabilità o della persona con cui viviamo).

Ci saranno aree tipo “lavoro” o anche più specifiche tipo “gestione team” o “logistica magazzino”. Aree personali tipo “cura di me stessa” o “hobby cucito”.

Il metodo GTD tratta le aree personali e le aree professionali con la stessa importanza perché nessuna delle due cose dovrebbe essere secondaria all’altra.

Ora sappiamo qual’è la primissima cosa da fare: andare dal vicino di casa, farsi offrire un the e chiedergli dell’idraulico.

Prossima domanda: Ci si mette meno di 2 minuti?

Se si falla subito. Non sprecare tempo a mettere la task nel sistema. Falla e basta. Se è una mail veloce da mezza riga non vedo perché non scriverla subito.

Se no mettila nella lista di ‘prossimi passi’. Oppure delega a chi deve farla. In quel caso mettila nella lista di cose che stai aspettando da altri.

Fase 3: Organizza il tutto in un sistema fidato

Fin’ora ho già citato una serie di liste e luoghi dove organizzare il tutto.

Ricapitoliamo, perché altrimenti non ci si raccapezza:

  • Reference (evernote, non consiglio affatto il bullet journal qua. Neanche lontanamente. Digital is the way)
  • La lista ‘più in là/forse’
  • Lista ‘prossimi passi’
  • La lista di cose che stiamo aspettando da altri ‘in attesa’.

Poi abbiamo introdotto il concetto di Progetti e il concetto di Aree di responsabilità. Anche questi due hanno bisogno di una lista a parte per ciascuno.

  • Aree di responsabilità
  • Progetti

E aggiungici anche:

  • Obiettivi/Goals

Ovviamente (manco a dirlo) ci vuole anche un calendario perchè insomma.… ci vuole. Il metodo GTD però richiede che venga usato in modo abbastanza diverso da altri metodi.
C’è chi si scrive tutto sul calendario e decide in anticipo che quella cosa va fatta a quell’ora in quel determinato giorno. Il metodo GTD non funziona così: il metodo GTD è un metodo che trasforma tutto il tuo viaggio produttivo in piccoli passi che ti aiutano a fare le cose in tempo e non di corsa.

Nel calendario bisogna scrivere solo gli appuntamenti e le scadenze.

Insomma, solo le cose strettamente legate a data/ora. Tutto il resto nisba. Le cose che dovete fare ma che non hanno una data di scadenza le mettete nella lista delle prossimi passi.

Riferimenti

Evernoteeee <3
(attraverso il link qua sopra dovreste aver diritto a un mese gratuito del servizio premium. Che se non volete rinnovare non serve, io non lo uso ad esempio e mi trovo comunque benissimo)

Ok evernote è uno di quegli strumenti santi e meravigliosi.
Consiglio di creare Taccuini per ogni area di responsabilità e tag per ogni progetto. Così per mantenerlo coerente al sistema che avete su bullet journal.

Altro trucco che mi ha cambiato il tutto: aggiungete il pulsantino evernote clipper nel vostro browser, che vi permetterà di salvare automaticamente pagine web e frammenti di pagine direttamente su evernote, senza fare troppi passaggi.

Ti semplifica anche i post dei blog, togliendo gli elementi di grafica, in modo da poter leggere tutto con comodità

 

Io ci metto di tutto. Quando prendo appunti sul mio taccuino poi prendo il cell, apro la app di evernote e c’è l’opzione per creare una nuova nota dalla fotocamera.

per altro ve la pulisce anche in modo leggibile. Comodissimo.

La lista più in là/forse

Eh questa è semplice. Semplicemente una lista con le cose che si vogliono fare prima o poi. Puoi fare anche liste come “libri da leggere”, “film da vedere”, “posti da visitare”.

La lista ‘aspettare’

Questa è una lista di tutto quello che sto aspettando da altre persone per poter andare avanti con i miei progetti. Comodissimo aggiungerci la data di quando gliel’hai chiesto, in modo da avere il riferimento perfetto per poterli poi insultare per il ritardo! 😛

La lista aree di responsabilità

Anche questa è una semplice lista:

Sono tutte le aree in cui devo fare cose nella mia vita. Per me, per amici miei o per lavoro. Ogni cosa che andrà nelle mie to-do lists appartiene a qualcuna di queste aree.

La lista progetti

E anche questa:

Questa comunque può occupare un po’ di pagine. E viene aggiornata spessissimo. La copio e la riscrivo almeno una volta ogni due mesi (o in caso di mancanza di spazio) per ripulirla.

La lista ‘Obiettivi/Goals’

Hai qualche obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno? In un paio di anni? Fai in modo che siano misurabili e pratici però. Niente cose tipo “vai in palestra di più” (piuttosto scrivi ‘crea l’abitudine di andare in palestra 3 volte a settimana’).

Siccome sono pochi i miei stanno nella stessa pagina delle “Aree di responsabilità” (quindi la foto è più su!!)

La lista prossimi passi

Questa è importante. E’ la parte centrale e quella che guarderete ogni dannatissimo giorno.

Il metodo GTD qui introduce il concetto di contesti.

I contesti sono esattamente quello che sembrano: il contesto in cui devi fare qualcosa.

Va fatta a casa? Va fatta al lavoro? E’ una telefonata?
A meno che tu non abbia una vita estremamente minimalista (yo, te lo auguro profondamente) tra progetti di vita e progetti di lavoro e responsabilità di madre/studente/chi più ne ha più ne metta probabilmente la tua lista di ‘prossimi passi’ è abbastanza lunga. Il che significa che è meglio dividerla in più sezioni.

Ma perché guardare a una lista di cose che adesso non posso portare a termine?

Se ho bisogno di stare al computer del lavoro per fare questa cosa perché guardare a una lista di 40 azioni di cui almeno 30 hanno bisogno di quel computer, forzandomi a filtrare mentalmente le cose?

Se sto al bar aspettando che la mia migliore amica arrivi e ho solo e soltanto il cellulare appresso posso guardare la lista ‘cellulare’ e fare qualcosa là nella mezz’ora che lei mi farà inevitabilmente aspettare.

E questi sono i contesti nella lista prossimi passi.

In generale però ci sono altri tipi di contesto che puoi utilizzare:

  • Tempo che richiede (4 liste: meno di 10 minuti, meno di 30 minuti, meno di un’ora, più di un’ora)
  • Energia richiesta (richiede un sacco di energia e concentrazione o posso farla anche da catatonica?)

Io per esempio siccome lavoro dentro casa avevo diviso per aree di responsabilità anche le liste delle prossimi passi. Poi sono passata all’utilizzo del tempo richiesto. Alla fine invece sono tornata di nuovo a ‘strumenti necessari’ perché mi è più comodo così!

Ad esempio da una parte ci sono i passi che devo completare usando il mio tablet con cui disegno. Dall’altra ci sono i passi che devo completare usando il mio computer. Ne ho altre di pagine. Ho la pagina “casa”, “ufficio” (perchè sto lavorando a un progetto questo periodo in cui ho bisogno di andare in un ufficio invece che lavorare da casa come al solito), “ovunque/altrove”

Fase 4: Fai <3

Per qualche stranissimo motivo il metodo GTD non ha grossi consigli su come fare le cose.

A parte il prendere la tua lista ‘prossimi passi’ e scegliere qualcosa da portare a termine di adatto a te, in questo momento (quanto tempo hai? In che contesto sei?).

E farlo.

Io per esempio l’ho ampliato con il bullet journal decidendo ogni settimana 5 cose da portare a termine assolutamente e ogni giorno 3 cose da finire assolutamente, che vado a prendere ogni mattina dalle liste ‘prossimi passi’:

Tengo il segno per la settimana corrente con un segnalibro magnetico di Italo Calvino. L’ho comprato dallo studio Pilar con i disegni di Andrea Chronopoulos. (amo il mio segnalibro di Calvino, ok? tutto il mondo dei planner-addicted deve sapere quanto amo il mio segnalibro di Calvino.)

C’è anche da dire che è un metodo per organizzare le cose, non per portarle a termine. Per quello posso consigliare la mia amatissima pomodoro technique che gestisce il tempo lavorativo in modo efficacissimo. Il GTD e la pomodoro technique si sposano da dio insieme!

Fase 5: Revisioni

Questa è probabilmente la fase più importante del metodo GTD ed è sia un peso che una liberazione. Amo fare le revisioni. Ma anche odio fare le revisioni. Ma sono necessarie e fondamentali. E mi hanno salvato la vita.

Ci sono 3 tipi di revisioni e 3 tipi di ‘visuali’ che devi avere. Più la revisione è su un largo periodo più devi guardare il quadro d’insieme. Più la revisione è sul periodo breve più ti devi occupare del dettaglio.

Le revisioni che consiglia il metodo GTD sono:

  • Giornaliera
  • Settimanale
  • Mensile

C’è chi fa anche:

  • Trimestrale
  • Annuale

Io faccio anche quella trimestrale e mi da’ un’ottima visuale su quello che ho fatto lavorativamente e quello che devo ancora fare. La preferisco alla revisione annuale che è troppo vasta e non riesco mai a capire bene cosa farò nell’anno successivo. Ogni 3 mesi per me è il periodo ideale.

Parliamone una per una:

Revisione giornaliera

Nella revisione giornaliera si devono eseguire le fasi 2 e 3. Ovvero:

  • Raccogli tutti gli appunti che hai preso ieri nelle tue varie inbox (postit, taccuino, registratore vocale, app…) e anche la mail perché si.
  • Controlla il calendario per oggi e per domani
  • Esamina ogni singola cosa e decidi dove va collocata, secondo lo schema e le domande di cui abbiamo parlato nella fase 3

E infine:

  • Guardi le tue liste contestuali ‘prossimi passi’ e decidi cosa devi fare durante la giornata

Tutto qua. Io per esempio ho varie cose come inbox: ho il quadernino di appunti nel mio bullet journal, ho una inbox fisica dove metto bollette e altra roba fisica, ho la cartella ‘download’ e ho vari postit sparsi per casa. Senza contare la casella mail.

Consiglio di creare un’abitudine mattiniera (o serale) per questa revisione, e trasformarla in una sorta di rituale personale. Con un the o una tazza di caffè. Sempre allo stesso posto, sempre alla stessa ora. Con calma, rendilo piacevole. Io ci metto dai 10 ai 20 minuti la mattina per fare questa cosa. E mi risolve la giornata. Lo giuro.

Per far partire questa abitudine ho usato come Segnale un semplice popup che partiva ogni volta che accendevo il computer. Ora non ne ho più bisogno. Ogni volta che accendo il computer mi metto anche ad aprire il mio bullet journal e comincio la revisione come prima cosa della giornata.

Revisione settimanale

Ecco, la revisione settimanale è quella che mi sta un po’ ostica. Forse perché la faccio il lunedì mattina. Dovrei cambiare e farla tipo il venerdì sera. O la domenica sera. Uhm.

Comunque, parte del fare queste revisioni è anche capire cosa funziona del metodo GTD e cosa no. Se la revisione il lunedì mattina è la cosa più orrida della tua settimana allora forse è il caso di spostarla. 😛

Ma la revisione settimanale ha un importantissimo compito: riportarti in riga e capire se durante la settimana hai finito per affidarti alla tua mente per ricordarti le cose o no. E’ un modo per prendere una pausa dal lavoro e riorganizzarsi. Per capire come e dove si va a finire e per avere un minimo di visione d’insieme sui progetti che stai mandando avanti in questo periodo.

Cose da fare quando si fa la revisione settimanale:

  • Prenditi 5 minuti per ragionare se hai in mente qualcosa che non hai scritto
  • Controlla il calendario sulla lunga scadenza, 2 settimane indietro e 4 in avanti. Se c’è qualcosa con una scadenza da aggiungere alle ‘prossimi passi’ o qualcosa che non hai portato a termine, o qualche appuntamento per cui ti devi preparare
  • Revisiona la lista ‘aspettare’ per vedere se c’è qualcuno in ritardo
  • Poi revisiona la lista ‘progetti’ per vedere se ce n’è uno che richiede una ‘prossima azione fisica’ di cui ti sei dimenticata
  • Revisiona le finanze e i soldi
  • Qualche nuova idea da provare? Qualche parte del metodo che non funziona come dovrebbe?

Per fare questa revisione mi sono messa un appuntamento nel calendario digitale ricorrente, che suona alle 9 del lunedì mattina. Così mi ricordo di farla.
Ma anche solo l’atto di scrivere la data sul mio bullet journal è un ottimo modo per ricordarmelo.

Revisione Mensile

La revisione mensile mi richiede più tempo delle altre 2. Di solito un’oretta ce la dedico ma tenete conto che scrivo anche su un bullet journal separato un paio di paginette con le osservazioni sul mese passato e sugli eventi che ci sono stati e sui risultati lavorativi.

Durante la revisione mensile bisogna fare:

  • Revisiona le aree di responsabilità per capire se i progetti che hai completato durante il mese sono in linea e/o se ne hai trascurata qualcuna a cui devi prestare più attenzione
  • Poi revisiona i tuoi goal/obiettivi annuali per vedere se hai fatto passi nella direzione o è meglio aggiustare la rotta
  • Revisiona la lista ‘più in là/forse’ per vedere se ci sono nuovi progetti che vuoi fare.

Io in realtà la faccio più a fondo di così. Mi sono fatta uno schema con tutte le domande da chiedermi per il mese passato e capire cosa è valso la pena fare e cosa no. La potete leggere qua:

Questa invece è una revisione mensile mia:

Scusate l’offuscamento di alcuni dati sensibili ma non ho mai ben capito gli americani come facciano a mettere su internet tutte le informazioni sulle loro finanze e sui loro fattacci personali 😛

In pratica.

Il metodo GTD è un metodo che richiede un enorme sforzo iniziale ma dopo di quello va praticamente da solo e richiede si e no una decina di minuti al giorno.

Vi giuro, le revisioni prendono si e no meno del 2% del tempo totale che dedico al mio lavoro e mi salvano totalmente. Da quando ho messo su il metodo GTD (e mi rendo conto di quanto sia difficile perchè sono una serie di abitudini da creare ad hoc ed è sempre complicato creare abitudini.) riesco a fare un sacco di cose in più con infinitamente meno sforzo.

Sono meno stressata perché non penso più alle cose da fare. Perché mi fido del mio sistema. E so che se qualcosa sfugge al sistema allora settimanalmente mi sforzo di riesaminare il tutto e di tappare le falle.

Ma poi si sposa perfettamente con il bullet journal e se poi ci metti dentro anche la pomodoro technique si diventa inarrestabili! 😀

E’ impossibile riassumere in un post solo quello che è contenuto in un libro di 300 pagine, quindi consiglio vivamente a chi sia interessato di leggere il libro di David Allen in cui viene spiegato il tutto. Per bene. Lo trovate qua su amazon.

La libreria di risorse gratuite di QuasiOrganizzata

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  • Io sono ANNI che provo a mettere in atto il sistema GTD, ma mi areno sempre sullo scrivere le cose, per non parlare della “lista iniziale”. Anche perché non sono capace di scrivere le liste. Forse dovrei iniziare con le macro cose (tipo: sistemare casa) e solo in un momento successivo smembrarle in cose più semplici da fare.

    • Oddio Laura ti capisco! E’ un lavoraccio ed è proprio il metterlo su la cosa più estenuante di tutte.
      Comunque si, il trucco è capire quali sono i progetti. Una volta capiti quali sono i progetti (o macro cose?) puoi farti la domanda “ok, qual’è la primissima cosa che va fatta per portare a termine questa cosa?” e partire da là. Un passo per volta.

      Ma poi è anche possibile che non sia il metodo per te. Insomma, sono la prima a dire che non è per tutti e c’è anche tanta gente online che l’ha abbandonato come metodo perché non adatto a loro! E’ una questione, credo, caratteriale. Ed è così restrittivo e strutturato come metodo che un sacco di gente lo trova insopportabile!

      • Può essere che non sia il metodo per me, ma rischio che non ce ne sia UNO che vada bene, perché ho provato veramente di tutto. Il pomodoro funziona, però non li faccio mai partire XD
        Diciamo che il problema è la costanza. Comunque ho anche provato Zen to Done, che è la versione GTD di Leo Babauta, ma mi areno sempre lì, al primo step. E visto che tutti i metodi che ho visto prevedono di togliersi le idee dalla testa, penso di dover partire da lì. Per dire, non sono manco mai riuscita a usare un’agenda per più di una settimana.

        • Oh si l’ho letto zen to done c’ha un sacco di idee fighe che ho rubato! E si, mi sembra da come la racconti la cosa su cui ti devi concentrare è il costruire un’abitudine di scriverti le cose e basta. Prova cose diverse però, magari ti è più comodo scrivere le cose sul cell piuttosto che su un’agenda cartacea da tirare fuori…? Dovresti tentare di renderla il più facile possibile come cosa. Semplice, senza un enorme sistema complicato: una lista dove scrivi le cose e basta. Mia madre fa così ad esempio e ci si trova abbastanza bene. Ha un quadernino dove scarabocchia cose, appena le ha finite cancella e stacca il foglio. Il più semplice e diretto possibile, perchè dovresti tentare di ridurre le abitudini da creare al minimo indispensabile.
          Comunque quello che dici mi fa venire in mente: lo conosci il framework delle 4 tendenze di Gretchen Rubin? Ne avevo scritto tempo fa (qua: http://www.quasiorganizzata.it/2017/03/06/le-quattro-tendenze-di-gretchen-rubin/ ) ma tipo in questi giorni dovrebbe essere uscito il suo libro (che ancora non ho letto, ma tra le tante che scrivono di questi argomenti la Rubin è l’unica di cui mi piace anche come scrive. Tutti gli altri mi fanno venire voglia di buttarmi dalla finestra. Compreso David Allen eh, per quanto lo apprezzi per altre cose, la sua prosa è una palla.)
          Perché da una serie di idee strategiche su come affrontare la questione. Nel senso che se magari scopri di essere un obliger e potresti ad esempio cominciare a usare habitica.com come agenda e todo-list e entrare in una gilda (è un rpg dove uccidi mostri a suon di cose fatte nella to-do list. Ovviamente facendo parte di una gilda con altre 5 o 6 persone ti funziona un po’ come gruppo di supporto perché se non concludi niente ovviamente ti senti in colpa nei loro confronti)! O trovarti un accountability group da qualche parte…? tipo su facebook o su betterapp.us ? Oppure potresti essere una rebel e tipo…. boh In realtà vorrei leggermi il libro perchè voglio capire cosa dovrebbero fare i ‘rebel’ per costruirsi le abitudini visto che è un po’ un mistero per me! lol Ho sentito un po’ di idee in giro, ad esempio funzionano molto bene i trucchetti tipo ‘accountability al contrario’. Nel senso che qualcuno si aspetta che il rebel fallisca e per ripicca quello porta a termine la cosa solo per dimostrare che l’altro si sbaglia! ahah Magari puoi scommettere denaro con qualcuno che riuscirai a tenere un’agenda per 2 mesi.

          Boh non lo so, idee tirate giù a caso!

          • Sì l’ho letto l’articolo e sto seguendo il podcast della Rubin, il libro ancora non l’ho preso ma lo farò a breve… Habitica già lo conoscevo e l’ho provato, solo che baravo ^^;
            Io sono sicuramente una obliger, al momento l’unica cosa che mi funziona è farmi “controllare” dalla mia compagna, che invece probabilmente è una rebel. Per prendere alcune abitudini dentro casa abbiamo deciso che io metto un euro quando sgarro, e pure se sgarra lei… Io sono tirchia e lei noi, così funziona.
            Comunque non mi arrendo, sono troppo incasinata e mi stresso tantissimo, in più ho un sacco di idee e di progetti da seguire (sono pure una multipotenziale come se non fossi già abbastanza strana) e niente, devo trovare il bandolo della matassa. Poi quando ci riuscirò ci scriverò un libro, per la serie “se ce l’ho fatta io puoi riuscirci anche tu” XD