Minimalismo: La parola d’ordine è Semplificare

Chiedo perdono per questo post un po’ diverso dal solito. Ma sono alcune riflessioni che mi son ritrovata a fare a fine anno e le volevo condividere perché sono diretta conseguenza di quello di cui parlo in questo blog. Accennerò un po’ al concetto di minimalismo come stile di vita ma è più un post sulle suddette riflessioni. Se vedo che interessa come argomento il minimalismo ne farò un post a parte più approfondito come i miei soliti.

Insomma

A fine anno sono solita farmi una bella revisione dell’anno passato. Mi faccio domande e mi do’ risposte. Tento di capire cosa è andato bene, cosa è andato storto e cosa sarebbe il caso di lasciar perdere e cosa sarebbe il caso di cominciare a fare.

Mi dedico su una paginetta del bullet journal, che mi capirete se non pubblico (alla fin fine è abbastanza personale)

Il mio processo l’ho in passato già delineato qua in questo post, quindi se volete un tutorial potete andare là! Ma è in generale solo una lunga paginetta di riflessioni.

Tra le riflessioni che ho fatto riguardo a quest’anno precedente c’è il fatto che devo assolutamente semplificare il mio metodo produttivo.

Tengo traccia di troppe cose, metodi troppo complicati, 4 bullet journal per varie cose diverse, app dove tengo il kakebo, varie buste di soldirisparmibudget per la spesa.

Minimalismo

Da un po’ di tempo mi sono un po’ dedicata al minimalismo. Ho buttato tanta e tanta roba dentro casa (vedi qua e qua) usando il metodo Konmari ed è stato un po’ il mio primo contatto con quello che è il sottobosco del movimento Minimalista.

Il Minimalismo è uno stile di vita che sta andando parecchio ultimamente. Complice il fatto che il risultato finale è che spendi anche di meno molta gente ne rimane affascinata.

Il minimalismo vuol dire rimuovere il superfluo dalla propria vita e focalizzarsi solo su quello che conta.

Attenzione. “Quello che conta”. Non “quello che serve”. Una vita riempita solo di cose che servono e azioni che hanno uno scopo è la vita di un androide. Anzi, neanche. Persino gli androidi di Philip K. Dick apprezzavano i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

Il minimalismo vuol dire trovare le cose che veramente ti interessano, su cui ti vuoi focalizzare, le cose che veramente danno valore alla tua vita, e poi eliminare il resto. Sia in fatto di oggetti dentro casa che in fatto di stile di vita e azioni e cose da fare, hobby, compagnie (è brutto da dire ma ci sono certe persone che sono proprio tossiche da stargli accanto.).

Ugh, ma quindi ti metti vivere con 51 cose in tutto?

Ma non ci penso neanche. xD Ho già fatto il mio declutter e sto bene così. Continuerò a comprare poco o nulla come ho fatto in questo ultimo paio d’anni. Mi sento abbastanza bene in fatto di quante cose posseggo al momento e comunque il minimalismo non è vivere con 55 cose o meno. Il minimalismo è escludere il tuo personale superfluo in modo che questo superfluo non ti rovini la vita con la sua opprimente presenza.

Il clutter, le schifezze in giro per casa, hanno un peso sulla tua mente, sul tuo tempo. Ti devi dedicare a rimettere a posto, pulire, mantenere cose che magari alla fin fine non servono e non portano nulla nella tua vita.

C’è Colin Wright, una delle personalità americane del movimento Minimalista è uno di quelli che ad un certo punto della sua vita possedeva 51 cose. Ma non perché si era detto “devo ridurre il numero delle cose che posseggo fino a 51. Non una di più non una di meno”. Ma semplicemente perché cambiando casa ogni mese e viaggiando tantissimo in posti assurdi in giro per il globo più di un tot di cose non gli entravano in valigia. E più cose si portava più doveva trascinarsele appresso.

Se continua a viaggiare ogni mese perché continuare ad avere una casa negli usa, una macchina che sta ferma e dei mobili? Solo per continuare a pagarci tasse/affitto/assicurazione? Ma a che serve? Semplicemente ha venduto/regalato tutto tranne quello che gli entrava in valigia perché quella era la cosa che avrebbe reso la SUA vita più facile. Non più difficile.

minimalismo
Ecco a voi una foto stock a caso comprata da un sito solo per stare su questo post e apportare significato al resto del post. E’ minimalista. C’entra. stacce.

La mia vita non sarebbe più facile se avessi solo 51 cose, non mi rientrano neanche le cose per il mio lavoro in 51 cose. Il minimalismo è trovare quella situazione perfetta per la tua vita in questo determinato momento. (Tra un anno la tua vita potrebbe cambiare, e non è detto che quello che va bene adesso andrà bene anche allora)

Per altro sto tizio delle 51 cose ha un podcast che è la fine del mondo: Let’s Know Things (io lo ascolto dall’app nativa dell’iPhone ‘podcast’. Ho semplicemente cercato Let’s Know Things e cominciato ad ascoltare gli episodi. Android dovrebbe avere Google Podcast se non erro. Anche Spotify dovrebbe andare bene). Se volete un po’ esercitarvi con la comprensione dell’inglese dice cose interessantissime e parla molto piano e ha un vocabolario veramente ampio. Un esercizio perfetto.

C’è un documentario

Se siete un attimo curiosi su Netflix c’è il documentario Minimalism: A Documentary About The Important Things che è un’ottima introduzione. (Anche se… quanto sono americani questi americani. vabbè. I concetti di base son ben spiegati.)

Se avete Netflix lo potete vedere direttamente da qua.


(su netflix è sottotitolato in italiano comunque. Per chi avesse bisogno della traduzione)

Insomma torniamo a me

Si, provo duemila metodi di produttività, time management, organizzazione diversi. Ma è anche vero che molte delle cose che faccio le provo per poi poterne parlare in questo blog. Ma alla fine devo rendermi conto che la maggior parte dei metodi dopo una decina di giorni di tentativi posso anche lasciarli perdere. E posso concentrarmi su quelle 4 o 5 cose che veramente mi servono e mi fanno bene.

In questi ultimi due anni di blog ho provato parecchie cose anche solo allo scopo di scrivere un post. Perché non vale la pena avere un post sul blog su una cosa di cui non sono convinta e che non può essere utile a nessuno.

Uno dei motivi per cui scrivo molti meno post di altri blog ma molto più lunghi e approfonditi di altri blog di lifestyle che sparano 3 post a settimana: se c’è una cosa di cui voglio parlare ne parlo a fondo, ma non ha senso fare un post su una cosa di cui non sono convinta porti benefici almeno a qualcuno. (E anche perché sono lenta come il male e ho altre 2000 cose da fare e il blog non sempre è in primo piano nella mia vita, ma vabbè. Sto qua apposta anche per ridurre quelle 2000 cose da fare)

E mi sono ritrovata oggi a guardare anche solo le varie cose che faccio per tenermi i conti di casa. Ho impostato un sistema che ha le categorie del kakebo ma che in realtà è molto più complicato, sottocategorie su sottocategorie, passaggi da una busta all’altra per budget, risparmi, cose che mi scrivo e che poi se mi dimentico un passaggio faccio un’immensa fatica a ritrovare l’errore.

Che senso ha. Tornare al metodo di base brutale dove mi segno entrate e uscite in 4 semplici categorie dovrebbe funzionare ugualmente bene senza farmi diventare matta.

Forse dovrei cominciare a togliere il superfluo anche dal metodo GTD, e dal bullet journal. Forse non serve avere quaderni su quaderni di informazioni e revisioni e conti e altro.

Il punto è che non so neanche quali sono le cose che mi creano più problemi di quanti non me ne risolvono. Ma voglio arrivare all’essenziale. Capire cosa mi serve e cosa non mi serve. Cosa mi fa bene e cosa non mi fa bene. Cosa voglio tenere e cosa posso buttare. In quali ambiti della mia vita ho bisogno di sintetizzare, e in quali ambiti ho bisogno di espandermi.

Quindi la mia risoluzione

Cavoli. Mi rendo conto che è una risoluzione quella che sto facendo. E devo dirla: a me le risoluzioni stanno veramente sulle scatole. Ma quello che voglio fare questo anno è riuscire a trovare un equilibrio con me stessa. Con il mio metodo di produttività e con le cose che devo fare.

La parola di questo 2019 per me è Semplificare.

E voi? Nuove realizzazioni sulla vostra vita che avete avuto facendo la revisione di fine anno?

E anche, vi interessa questa faccenda del minimalismo? Potrei parlarne un po’ di più perché ci sono parecchie cose da dire, ma non so se è un argomento che può interessare.

 

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  • Ciao, carino questo post! Io ho introdotto il metodo Marie Kondo ormai da 3 anni e devo dire che, almeno rispetto alla gestione domestica, mi ha dato una grossa mano. È chiaro che non tengo quotidianamente fede al metodo però periodicamente mi guardo intorno e, se occorre, faccio un po’ di declutter. Ho però ancora molte difficoltà a riportarlo sulle questioni più “impalpabili” come le persone che mi stanno intorno, una mia stramba “incontinenza verbale” (parlo molto, spesso troppo, e di tutto!), le cose che scelgo di fare durante il giorno. Mi interesserebbe approfondire anche questi aspetti.
    Grazie dei tuoi post, mi piacciono sempre un sacco!

    • Mah, alla fin fine il metodo marie kondo di continuativo ha ben poco secondo me. lei dice che finirai per comprare più nulla perchè la tua prospettiva è cambiata ma secondo me non è vero. Anche io ho spesso un sacco di scemenze dentro casa ma appunto come dici tu periodicamente mi guardo attorno. E sicuramente è più facile farlo perchè veramente il grosso è stato tutto smaltito quando ho fatto il metodo (ormai 3 anni fa? cavoli).
      Le cose più impalpabili sono infatti decisamente più difficili. è quello che voglio provare a fare questo anno….
      Ahah dici che l’incontinenza verbale va minimizzata? secondo me no! 😀

  • A me l’argomento interessa molto.
    Non ho ancora una mia attività, ma ho fatto una revisione dei propositi per il 2018 e sono Soddisfatta perché ho raggiunto quasi tutti i miei obiettivi, tra cui quello di eliminare dalla mia vita molto del superfluo.
    Considerando che ero un accumulatrice compulsiva di oggetti, emozioni, ricordi e altre cose, sto facendo un gran lavoro.
    Ti seguo e cerco di mettere in pratica quello che sento giusto per me.
    Buon anno minimal 😊
    Daniela

  • Ciao Martina,
    ho appena stampato il kakebo dalle tue risorse gratuite e da domani ricomincio ad usarlo. Dico ricomincio, perchè avevo già provato a tenere i conti in questa maniera a inizio 2018, ma poi mi sono persa, così come mi perdo in tante altre cose che inizio e non porto a termine.
    Il mio problema è che sono totalmente disorganizzata, ma non me lo posso più permettere perchè devo gestire due case e due economie domestiche. Sono due anni che arranco e ora mi ritrovo nel caos più totale. Sono certa che i tuoi consigli mi saranno di grande aiuto, perciò grazie!
    Se scriverai ancora sul minimalismo te ne sarò molto grata; sempre per le ragioni di cui sopra, devo assolutamente semplificare la mia vita eliminando oggetti e soprattutto pensieri inutili che bloccano le mie azioni. Un caro saluto.

    • oddio due case e due economie domestiche sembrano un incubo! Spero che qualcosa del blog ti possa aiutare allora! 😀 (con il kakebo mi trovo un sacco bene io se riesci a portarlo avanti. hai mai pensato di dedicarci tipo 5-10 minuti fissi al giorno? come una sorta di rituale. tipo “ogni sera dopo cena”)

      (Parli di pensieri inutili, hai provato a considerare anche la meditazione? ne ho fatto un post un po’ di tempo fa, mi aiuta un sacco e mi ha insegnato una serie di trucchi anche per rifocalizzarmi su quello che sta succedendo al momento quando noto che sto infognandomi in una serie di pensieri. Il post è questo: http://www.quasiorganizzata.it/2018/11/02/meditazione/ )

  • grazie per il post e le riflessioni che suscita. Direi che è proprio il momento giusto per pensarci…e cambiare direzione! Buon Anno!

  • Ciao!
    Seguo da un po’ il tuo blog perchè mi piace molto il planning -in certi momenti ne sento quasi il bisogno in quanto lo scrivere mi aiuta a chiarire le idee sul da farsi. Adoro anche il suo lato creativo e probabilmente è ciò che mi ha fatto avvicinare a gruppi fb, blog e compagnia bella, ma non mi accontento mai del risultato e finisco per perdere puntualmente un sacco di tempo x’D Motivo per cui, da quest’anno, cercherò di applicare un metodo di organizzazione più minimalista, semplice, coinciso che mi aiuti a eliminare tutte quelle cose futili di cui ci circondiamo quotidianamente, a discapito dei veri obiettivi e desideri che teniamo chiusi nel cassetto.
    Continuerò a seguire i tuoi post con piacere e sono curiosa di leggere un tuo approfondimento sul minimalismo.
    Buone feste e buon anno nuovo 🙂

    • ahah! capisco perfettamente quel bisogno. Quando comincio ad avere confusione su confusione dentro la capoccia sulle cose che devo fare mi basta aprire e scrivere una lista e tutto è improvvisamente più facile da affrontare. Mi rendo conto che la sto usando un po’ tipo copertina di linus eh. ahaha
      Ti auguro buona fortuna anche a te nel ritrovare un metodo un po’ più minimalista allora! 😀 Speriamo di farcela! buon anno!!

  • Ciao Martina,
    Di tanti blog e articoli che ho letto sei la sola con cui io mi senta davvero a mio agio. Sto cercando un metodo per la gestione dei soldi e della preparazione dei pasti e lista della spesa. Sono sola con due figlie che cominciano a crescere e ad avere delle esigenze e alle volte mi trovo in difficoltà. Sono una persona che ama liberarsi del superfluo ma la continua esigenza di spendere i soldi solo per le necessità alla lunga sfinisce pure me. Mi interessa molto l’argomento minimalismo e se ne parlerai ti seguirò con piacere.
    Ho preso il libro di Allen “Detto fatto” che però trovo mortalmente noioso e lungo. Cerco un metodo più semplice conoscendomi lo mollerei dopo un mese…
    Attendo nuovi post,
    Alessia

    • Ugh, si il libro è noiosissimo (Allen mi hai salvato la vita ma potevi assumere un ghostwriter più decente) e il metodo è effettivamente non per tutti (molto rigido e complicato).
      Non credo che i soldi vadano spesi solo per le necessità… altrimenti appunto come dici tu ad una certa ti sfinisci, ma un minimo di equilibrio secondo me va trovato. Spesso ci troviamo a comprare cose solo per quella soddisfazione momentanea solo di avere una cosa nuova appena comprata e, boh. Ha senso? Io mi rendo conto che ultimamente la cosa su cui sto spendendo più di tutto sono le esperienze. aperitivo fuori con gli amici, biglietti di concerti e teatro e cose di questo genere. Se continuo così, ti dirò, sono contenta, è un modo di spendere soldi sicuramente migliore (per me) di quando entravo da h&m e uscivo fuori con 12 cose diverse che mi sarò messa mezza volta. Immagino che con due figlie che cominciano a essere grandi sia complicato però!
      (lo hai provato il kakebo? è abbastanza semplice quello)

  • Ciao Martina,
    la chiave che mi ha migliorato nettamente la vita nei due terzi del 2018 è stato il metodo GTD applicato al BuJo con cui ti ho scoperta! Naturalmente un pochino semplificato e adattato alle mie esigenze.
    Refrattaria da sempre alle liste e alla programmazione della sfera personale (perché già troppa programmazione mi coinvolge in ambito lavorativo) questo metodo mi ha dato veramente una svolta, tirando fuori il mio lato creativo e progettuale.
    Ora che sono un po‘ più serena e soddisfatta da quel punto di vista, la mia parola chiave per il 2019 sarà razionalizzazione (specialmente dell‘aspetto finanziario). E il Kakebo è così pronto per essere iniziato la prossima settimana.
    Al minimalismo insomma la strada è lunga (e anche diversa per ognuno di noi.).
    Insomma, felice di averti trovata, felicissima dei tuoi post lunghi e approfonditi e non frequenti (non cambiare ti prego!) continuerò a seguirti con estremo interesse.
    Ti auguro un 2019 minimal, ma denso di significato e serenità!
    Un abbraccio, Silvia

    • Si sono d’accordissimo, il metodo gtd va riadattato a ogni esigenza, altrimenti è insostenibile sul lungo periodo. Io l’avevo già snellito a suo tempo ma punto a snellirlo ancora di più. Però sono un sacco contenta che l’hai trovato adatto a te! E c’è anche da dire che il minimalismo non deve essere una meta per tutti (ma poi il minimalismo credo sia più una strada che altro).
      Ottima anche la parola chiave! eheh! A un 2019 razionale allora! :* grazie per il commento!

  • Mi unisco ai commenti precedenti per ringraziarti dei contenuti che condividi con noi e per dirti che anche a me interesserebbe leggere sul minimalismo. Grazie!

  • Ciao Martina! Anch’io mi opprimevo con 1000 mila planner da compilare e controllare. All’inizio era divertente: ero a casa (incinta) con un sacco di tempo per programmare le mie ore libere. Adesso che lavoro a tempo pieno e ho un bimbo piccolo, non posso più permettermi un’ora al giorno di “lanner”. Sono molto curiosa di sapere come ti semplificherai le cose, attendo con ansia un post su un metodo di programmazioe supereasy!!
    Ti abbraccio e ti auguro un 2019 semplicissimo 😆

    • in realtà io neanche la passo un’ora al giorno sul planner. Passerò a mala pena 10 minuti/un quarto d’ora. ed è questo secondo me che m’ha fregato secondo me. Quello che spendo non è effettiva quantità sul planner, ma tutte le cose durante il giorno che devo ricordarmi di segnare da una parte o dall’altra. “oh questa cosa l’ho fatta fammela scrivere qua” *tira fuori il planner adatto, segno e rimetto a posto* saran 20 secondi di azione e non è poco ma si aggiungono alla fatica mentale, e interrompono quello che stavo facendo e per riprendermi ci metto un attimo e devo riuscire a capire quali sono le azioni che al lungo andare conviene mantenere e quali no.
      Ahah, non so se sarei in grado di ideare un metodo super-easy. continuerò a proporne di diversi e a dare le mie opinioni. SICURAMENTE. 😀
      un abbraccio e grazie anche a te buon 2019!

  • Ciao Martina,
    seguo il tuo blog con regolarità, e anche se non sono solita commentare, oggi voglio ringraziarti del tempo e del lavoro che dedichi a questo progetto. Mi riconosco molto nei contenuti che metti a disposizione, e la qualità degli articoli che scrivi è davvero tangibile. Ho l’impressione che un approfondimento sul minimalismo sarebbe del tutto coerente con la linea del blog 😉 Irene

    • In realtà vorrei dedicarne di più di tempo e riuscire a pubblicare più di un post al mese (mi rendo conto che in confronto ad altri blog è veramente poco) ma questo è quello che riesco a fare e sempre meglio di niente, no?
      grazie mille per il commento! si a questo punto mi sa che lo faccio un approfondimento! 😀

  • Ciao Martina!
    Ti seguo da qualche tempo, ma non ho mai commentato (nonostante ti sia immensamente debitrice per l’articolo sul tuo vecchio bullet journal: il metodo traveller notebook mi ha cambiato la vita! Vivevo paludata tra il calendario del cellulare, un’agendina compatta ed una seconda agenda per gli appunti ed era tutto solo un gran disordine): mea culpa!
    Esco dal lurking selvaggio stavolta per dirti che sì, se volessi parlare un po’ del minimalismo, leggerei volentieri: mi affascina come stile di vita e i blog che hai citato nei vecchi post (come minimoblog) sono ormai chiusi/offline, e trovo difficoltà a reperire informazioni perché non so da dove partire.
    Approfitto per ringraziarti per i tuoi articoli, alcuni mi sono stati davvero molto utili, e in generale mi piace il tuo stile, perciò leggerti è sempre divertente 😉
    Buona fine d’anno!
    Chiara

    • AAAAH mi manca il traveller notebook. Ma credo che fosse anche uno dei primi passi nel raggiungere quello che ho intenzione di raggiungere ora: semplificare sempre di più. ho notato che comunque appunti e reference tendo sempre a metterli tutti sulla stessa app, quindi non ho più bisogno di un notebook per gli appunti.
      E’ vero che minimoblog ha chiuso ed è un peccato. leggevo i post di Laura saltuariamente e ogni tanto andavo nel gruppo di facebook (anche se facebook devo ammettere che lo abbandono sempre di più e me ne sono accorta solo un paio di mesi dopo che sia blog che gruppo sono stati chiusi). Ieri ho trovato questo però: https://vivereintenzionalmente.com/blog/ ho letto solo un paio di post ma sembra interessante.
      /: fermo restando che se faccio un post io questo non diventerebbe un blog interamente sul minimalismo….
      grazie per il commento e buona fine d’anno anche a te!